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INTRODUZIONE
IL MASSAGGIO
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HA CONTROINDICAZIONI?
In generale il massaggio dei piedi non ha controindicazioni, però è bene valutare ogni caso specifico ed in particolare è meglio non sottoporsi a trattamento nei casi di: diabete con assunzione di insulina, gravidanze a rischio, malattie infettive in corso, subito dopo un intervento chirurgico importante o in caso di cancro o tumore.
QUANTO DURA UN TRATTAMENTO?
Normalmente un trattamento su entrambi i piedi dura circa un'ora; perché abbia efficacia dovrebbe essere ripetuto dalle sei alle dodici volte consecutive con regolarità una-due volte la settimana.
Nei casi di malesseri stagionali è indicato un ciclo di trattamenti in vista del periodo critico.
COSA SUCCEDE DURANTE UN TRATTAMENTO?
Il primo trattamento è in genere preceduto da un colloquio sul vostro stato di salute corrente e trascorso e sulla vita quotidiana al fine di individuare le tavole più adatte. Il massaggio consiste nella manipolazione di un piede per volta, si può parlare o stare in silenzio, non è richiesto nessun abbigliamento specifico e può essere praticato dovunque sia comodo.
COSA POSSO ASPETTARMI?
Meglio sarebbe non aspettarsi nulla, lasciare che il massaggio svolga la propria azione di stimolo al riequilibrio generale.
Il massaggio dei piedi è in grado di provocare cambiamenti profondi in chi lo riceve, e talvolta talmente radicati che non ci si rende nemmeno conto di subire un cambiamento. La manipolazione dei piedi smuove la psiche, permette di abbandonare idee radicate che non si ha il coraggio di superare o di affrontare in modo nuovo vecchi problemi.
Il massaggio dei piedi NON È un qualcosa che ci guarisce da ogni male, bensì devrebbe essere inteso come una disciplina che ci fornisce la forza per guarirci da soli.
COME OPERA IL RIFLESSOLOGO?
Un buon riflessologo deve permettere che chi riceve il trattamento sviluppi la sua natura rimuovendo i blocchi fisici e psichici che hanno creato le disarmonie. L'operatore ha lo scopo di armonizzare e reiquilibrare le energie del massaggiato, ma non deve pensare a guarirlo o cambiarlo, così. È il paziente stesso che rielabora il proprio essere e sceglierà la strada che è sua.